Covid-19, UE e Fake News

Eventi

gennaio 2021

La disinformazione rimane una costante anche in questa seconda ondata e i complotti sembrano moltiplicarsi.
Rimane fondamentale riuscire a fare ordine tra le informazioni e contrastare il fenomeno delle fake news.

In questo periodo, trovarsi di fronte a notizie parzialmente o totalmente scorrette è molto frequente, soprattutto in tempi in cui l’informazione passa tramite i social network. E non è raro imbattersi in notizia volutamente inventate e diffuse intenzionalmente.
Non sempre è semplice riconoscere una fake news, ma ci sono alcuni passaggi che possiamo seguire per limitare questo fenomeno.  
Prima di condividere una notizia, verifica le fonti e affidati a informazioni ufficiali, come il sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che offre informazioni e strumenti utili.

È importante fare attenzione ai video e alle immagini che troviamo sui social o che ci vengono inviati su Whatsapp. È sempre necessario contestualizzarli e farsi alcune domande.
Chi li ha diffusi? In quale data? Quale luogo è mostrato?
Anche se i video e le immagini sembrano essere “prove valide” è importante capire quale sia la fonte.
Anche la Croce Rossa Italiana – Italian Red Cross è scesa in campo per contrastare le fake news, perché convinta di dover segnalare e arginare questo fenomeno che in alcuni casi colpisce gli stessi operatori sanitari e allo stesso tempo rende i cittadini e le cittadine sempre più diffidenti e confusi.

Con l’attuale emergenza sanitaria abbiamo visto un’ulteriore crescita di diffusione del fenomeno delle fake news. E spesso, nate e diffuse con l’obiettivo di disinformare e rendere virali contenuti falsi in rete. La disinformazione in rete è pericolosa perché diffonde informazioni false che possono anche danneggiare la nostra stessa salute, oltre a creare un clima di diffidenza e confusione. E la confusione, spesso, genera paura.

Per questo, è importante sempre approfondire le notizie che si ricevono prima di ricondividerle, oltre a verificarne la fonte. 

Non esistono, attualmente, evidenze scientifiche che dimostrino che l’uso prolungato di mascherine possa provocare intossicazione da anidride carbonica o carenza di ossigeno. Sono, invece, uno strumento fondamentale per proteggersi dal contagio, insieme al distanziamento sociale e al lavaggio frequente delle mani.

Anche la Società Italiana di Pediatria è intervenuta riguardo all’utilizzo della mascherina nei bambini, precisando che “la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile” e che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”.

Verificare la fonte, l’autore e la data di pubblicazione. Approfondire la notizia. Trovare altri articoli o fonti che confermano la tua informazione. Confrontati con qualcuno di esperto in materia.
Sono alcuni dei piccoli passaggi che possono aiutarci a comprendere meglio la realtà che ci circonda e a contrastare la disinformazione. E nel caso non avessi il tempo di seguire questo procedimento? Lascia aperto il dubbio e non condividere se non hai avuto il tempo di verificare.